Le emozioni umane

Piccola enciclopedia delle espressioni umane

Le persone neurotipiche imparano fin da piccole ad associare le espressioni del volto umano alle corrispondenti emozioni; le persone nello spettro autistico invece hanno difficoltà a compiere queste associazioni, e spesso non sono in grado di capire cosa sta provando, emozionalmente parlando,  l’interlocutore, cosa intenda dire veramente (infatti non sempre il significato letterale di una frase corrisponde al suo significato vero e proprio) e cosa si aspetti da loro. Il linguaggio non verbale, infatti, è anche più importante del contenuto formale delle frasi pronunciate. Un neurotipico è in grado di leggere sul volto del proprio interlocutore le emozioni principali (di cui parleremo a breve), ma anche quelle secondarie, e tutte le sfumature intermedie, in modo da capire subito se l’altra persona sta palesemente mentendo, oppure reprimendo la rabbia o la tristezza o un’incontenibile gioia. Sa, quindi, cosa aspettarsi dall’altra persona e cosa intende dire veramente. Non solo le espressioni facciali sono importanti nel linguaggio non verbale, ma anche il tono della voce, l’inflessione delle frasi stesse, l’accentuazione di determinate parole. Tutto questo per una persona nello spettro autistico è difficilmente comprensibile.

Mi è venuta l’idea di stilare una piccola enciclopedia delle espressioni umane, tanto per cominciare, proprio per aiutare chi non riesce ad associarle alle rispettive emozioni a capire cosa sta passando per la testa delle altre persone. Ovviamente è impossibile elencarle tutte, ma cercherò di inserire almeno quelle più frequenti.

LE EMOZIONI BASE

Le emozioni base, così come teorizzato da Ekman, sono sette, e sono universali, nel senso che in tutto il mondo, indipendentemente dalla cultura di appartenenza, vengono espresse nello stesso modo. Sono:

Rabbia

 

La rabbia è l’emozione che si prova quando, ad esempio, non riusciamo a raggiungere un obbiettivo, quando qualcuno ci offende, ci deride o ci contraddice  (soprattutto se siamo certi di avere ragione), quando pensiamo di aver subito un’ingiustizia, quando sentiamo di essere stati traditi o ingannati, oppure se tutto questo succede a qualcuno che amiamo.  Coinvolge molte parti del nostro corpo: il cuore può aumentare il ritmo dei suoi battiti, la respirazione si fa più frequente, spesso la pelle del viso diventa rossa. Una persona arrabbiata può alzare la voce, arrivando perfino a urlare.


Non sempre i denti sono scoperti. Nella prima immagine, quella con le emozioni base, la signora bionda contrae le labbra senza aprirle.

In alcuni casi la persona arrabbiata tenta di dissimulare quello che prova, senza assumere le espressioni sopra descritte. Ma un occhio ben allenato può rendersene conto. Osserviamo la seguente figura:

La donna è arrabbiata con l’uomo. Da cosa lo deduciamo? Ha gli angoli della bocca rivolti verso il basso, evita il contatto oculare, ha la fronte aggrottata e si sorregge il viso con una mano. Sicuramente si rifuta di rivolgergli la parola, e alla sue rischieste di parlare molto probabilmente risponderà con monosillabi e un tono di voce  che definiamo “freddo”, ovvero apparentemente calmo…ma solo apparentemente.

Guardiamo questo video, tratto dal telefilm Grey’s Anatomy. Derek è arrabbiato con Meredith e glielo fa capire con il tono di voce e con movimenti secchi delle mani.

Naturalmente queste persone, essendo attori, non vivono veramente le emozioni, ma le simulano.
Però sono così bravi che vanno benissimo per il nostro esempio!
Ora vediamo un video abbastanza famoso. Trapattoni parla in tedesco, io personalmente non capisco una parola, ma è molto evidente che sia arrabbiatissimo! Comincia parlando in modo apparentemente calmo, poi inizia ad alzare la voce e a gesticolare, sbattendo anche la mano sul tavolo. Questo ci fa capire che anche se non capiamo il significato letterale di ciò che viene detto, è possibile dedurre lo stato d’animo della persona dal linguaggio non verbale, in questo caso i gesti bruschi e concitati e la voce alta.

Paura

La paura è un’emozione che si prova, ad esempio, quando ci troviamo improvvisamente di fronte a un pericolo o quando ce lo aspettiamo; è una sensazione molto antica che mette in grado una persona, attivando determinate reazioni fisiologiche, di fuggire in caso di minaccia alla sua incolumità. Il cuore aumenta il suo ritmo, le pupille si dilatano, tutti i sensi sono all’erta (quando si ha molta paura anche un lievissimo rumore può provocare uno scatto), la respirazione si fa più frequente. Si può avere paura, quindi, prima che succeda qualcosa (ad esempio se siamo persone ansiose può far paura l’idea di affrontare una situazione che non conosciamo), oppure improvvisamente (se ad esempio siamo attaccati da una persona o un animale…..pensate  a cosa provereste se mentre camminate in un bosco del Nord America vi si facesse incontro un orso bruno!).

Come riconoscere la paura in un’altra persona?

 

Le sopracciglia sono solevate, gli occhi molto aperti, la bocca può essere aperta o chiusa con le labbra tese. La persona può avere la voce tremante o può gridare per lo spavento.

Quello che segue è un video indicato come “divertente”: uno scherzo decisamente un po’ pesante fa spaventare molte persone (è una faccia di un mostro, credo una specie di zombie, che appare improvvisamente durante un videogioco). Quello che a noi interessa è la reazione comune delle persone: gridano, spalancano gli occhi, si coprono la faccia con le mani e scappano via. Sono quasi tutti bambini, che hanno reazioni molto più intense degli adulti. In alcuni casi ci sono delle ripetizioni al rallentatore, che ci permettono di osservare bene l’espressione della faccia delle persone. Va da sé che io disapprovo questo genere di scherzi fatti ai bambini, possono restarne traumatizzati. Il video è solo a scopo dimostrativo!

Disgusto

Il disgusto è ciò che proviamo quando qualcosa non ci piace. Di solito è legato all’alimentazione (provate a pensare al cibo che più in assoluto vi fa…schifo!), ma può essere legato anche a odori sgradevoli, sensazioni tattili (ad esempio toccare senza volerlo qualcosa di viscido), la vista di una situazione che va contro i nostri principi morali, ecc.

Sul viso di una persona disgustata appaiono questi segnali:

 

La persona può protrudere la lingua (anche se più spesso questa è una cosa che fanno i bambini) ed emettere vocalizzazioni tipo “Bleeeeh”!

Guardiamo un video con una candid camera: un uomo fa assaggiare del vino (preso da una bottiglia) a delle persone, poi fa credere loro di aver appena schiacciato l’uva con i piedi. Le persone non sanno che è uno scherzo e fanno delle facce assolutamente e naturalmente disgustate! Alcune di loro addirittura sputano il vino..

 Sorpresa

La sorpresa è la reazione a qualcosa di inaspettato, non necessariamente sgradevole. Si può essere piacevolmente sorpresi (come quando qualcuno ci fa un regalo che non ci aspettavamo) o spiacevolmente sorpresi, come quando ad esempio veniamo a sapere che una persona che ci piace è già sentimentalmente impegnata! Ci sono sorprese più “lievi” e altre più intense, che ricordano un po’ lo spavento. La caratteristica principale della sorpresa è la sua rapidità: di solito dura un secondo, ed è subito seguita da un’altra emozione: gioia, disappunto, paura, ecc.

 

Le persone ritratte nelle foto qui sopra hanno tutte una caratteristica in comune: spalancano gli occhi. Vediamo gli altri dettagli:



La bocca aperta è abbastanza caratteristica, anche se non sempre presente, così come il gesto di coprirsela con una o entrambe le mani. Anche se la bocca non è aperta, ad ogni modo, è possibile notare un rilassamento della mandibola che tende a “scivolare” verso il basso. Altra caratteristica è una rapida inalazione, come un veloce sospiro. Alcune persone gridano, altre dicono qualcosa come “oddio!”. Nel video che segue, tratto da un programma americano, vediamo una ragazza che viene estratta a sorte per vincere i biglietti del concerto della sua cantante preferita, Taylor Swift. Notiamo l’espressione appena viene chiamata, le mani davanti alla bocca, le frasi concitate (la voce è squillante, il che denota una forte emozione positiva). Quando poi c’è la sorpresa finale non la smette di ripetere “Oh My God”, in italiano “oddio”, appunto!

Gioia

La gioia, o felicità, è un sentimento che denota uno stato di intenso benessere, cosa che ovviamente tutti desideriamo! Questa bellissima emozione può essere provata quando viviamo esperienze positive, quando siamo di buon umore, quando siamo molto soddisfatti di noi stessi per un obiettivo raggiunto (magari un bellissimo voto!), quando ci pregustiamo qualcosa di molto piacevole, quando riceviamo buone notizie, o semplicemente quando ci stiamo divertendo in buona compagnia. Le persone felici sorridono o ridono, hanno i tratti del volto distesi e gli occhi leggermente socchiusi.

Ecco un video con persone molto felici!

 

Tristezza

La tristezza è un’emozione che si prova in caso di una forte delusione, un lutto, un qualche tipo di perdita, affettiva o materiale. Può essere causata da un litigio con una persona che amiamo, o dalla nostra squandra del cuore che perde in finale…
Possiamo provarla quando prendiamo un brutto voto anche se abbiamo studiato molto, quando qualcuno ci tratta male, ma anche quando guardiamo un film molto triste e ci immedesimiamo nei personaggi. Le persone tristi si solito hanno gli angoli della bocca rivolti in basso, le sopracciglia aggrottate o comunque ravvicinate; a volte piangono.


Ci facciamo aiutare ancora una volta da Grey’s Anatomy (penso che la sua sceneggiatrice, Shonda Rhymes, sia una vera sadica: ne fa passare di tutti i colori ai suoi poveri personaggi!), dove vediamo Meredith che è molto triste, piange e l’inflessione stessa della sua voce denota una profonda malinconia.

LE EMOZIONI SECONDARIE

Le emozioni di base, quelle che abbiamo visto finora, sono abbastanza semplici da riconoscere anche se non si è particolarmente abili a leggere il linguaggio non verbale. Se una persona ci urla contro, usando un linguaggio ostile, è abbastanza evidente che sia arrabbiata con noi. Se vediamo qualcuno piangere singhiozzando possiamo dedurre che sia triste, così come una persona che ride a crepapelle è felice…almeno in quel momento!

Ma quante persone nello spettro autistico sono in grado di decifrare uno sguardo sospettoso o di disprezzo, un atteggiamento ironico o dubbioso, un’espressione scettica o una interessata? Non molte, soprattutto se giovani e con poca esperienza nelle relazioni umane.
Vediamo quindi alcune emozioni secondarie: come anticipato sono moltissime, e non posso metterle tutte, ma comincio con le più importanti per poi aggiungerle man mano nel tempo. Del resto questo è un sito dinamico, in continua espansione, così come le mie conoscenze ed esperienze e, ovviamente, anche quelle di chi legge!

Divertimento

Si è divertiti nel momento in cui si assiste a qualcosa di buffo o, appunto, divertente. Questo può succedere anche se non si è particolarmente di buon umore: qualcosa o qualcuno improvvisamente ci strappa una risata. Magari stiamo guardando una sit-com, o un film comico, oppure un nostro amico dice una sciocchezza o fa una battuta particolarmente spiritosa. La felicità è più durevole del divertimento, la cui estensione temporale va di pari passo con la durata della sua causa. Nel senso che può finire quando finisce il film, anche se può lasciare una piacevole sensazione che si protrae anche dopo.

Cosa si nota in una faccia divertita? Gli occhi possono essere socchiusi, la persona ride o sorride, a volte spinge la testa all’indietro. La bocca può anche essere aperta, come quando qualcosa ci sorprende.

Soggezione

Ecco che cominciano a complicarsi le cose…Il problema delle emozioni “miste” è la difficoltà distinguere le loro varie componenti, che non possono essere isolate. Sicuramente sarebbe più semplice descrivere una persona intimorita o rispettosa, ma bisogna sforzarsi di capire anche le sfumature.

La soggezione è un’emozione un po’ particolare, un misto di timore, stupore, rispetto e difficoltà di comprensione di qualcosa o qualcuno.  Lo sguardo odi una persona che prova soggezione spesso si sposta di lato o in basso; questo può succedere ad esempio quando una persona si sente inadeguata o inferiore rispetto a un’altra. In questo caso la prima tenderà a sottomettersi alla seconda. Pensiamo a un capufficio particolarmente severo e autoritario, dal cui giudizio dipende il futuro del nostro lavoro. Come ci sentiremmo nel momento in cui giudica il nostro operato mentre gli stiamo davanti?

In questo video, tratto dal telefilm Mad Men, vediamo un impiegato al cospetto del “boss”, a cui vuole chiedere un aumento. E’ in lingua originale, ma ancora una volta a noi interessa il linguaggio del corpo, più che ciò che effettivamente viene detto. L’uomo più giovane, l’impiegato, denota imbarazzo (si schiarisce più volte la gola), abbassa o distoglie lo sguardo e alla fine si fa coraggio ed esprime le sue richieste (ottenendo ciò che desidera).

Il capo, anche se è in una posizione più bassa del sottoposto (è seduto, mentre l’altro è in piedi) dimostra la sua superiorità guardandolo al di sopra degli occhiali. Poi si alza e gli concede, oltre all’aumento, anche un drink.

Noia

La noia è ciò che si prova quando ci troviamo, nostro malgrado, ad assistere a qualcosa che proprio non ci interessa. Può essere una lezione, una conferenza, un concerto di musica che non ci piace, un pranzo in famiglia o formale, o anche solo il dover ascoltare una persona che parla di argomenti poco stimolanti per noi. Come vedete dalle foto sopra, la persona annoiata, quando è seduta, appoggia il viso su una o entrambe le mani, ha gli occhi socchiusi (e spesso il suo sguardo vaga qua e là), può sbadigliare e se proprio dice qualcosa parla a monosillabi (“sì”, “no” o interiezioni tipo “aha”), giusto per far vedere che sta seguendo ciò che l’altra persona dice, anche se quasi sicuramente non è così! Chi è annoiata generalmente non sta attento a ciò che dovrebbe seguire ma divaga con la mente pensando ad altro. La persona può anche sbuffare, sospirare e dire “uffa!”, l’esclamazione tipica di quando si è annoiati o seccati!


Se state parlando con una persona di qualcosa che vi interessa molto, ma questa assume l’atteggiamento descritto, è meglio cambiare discorso! Le persone educate, infatti, alla domanda “Ti sto annoiando?” rispondono comunque di no!

Scetticismo

Lo scetticismo è ciò che si prova quando non riusciamo a credere a qualcosa che ci viene detto. Ad esempio se un nostro amico, notoriamente pigro, ci dice di essere in grado di correre i 100 metri con i tempi di Bolt, non possiamo che essere scettici! Dalle foto qui sopra notiamo che una persona che denota scetticismo di solito ha gli occhi socchiusi, tende a guardarci di lato e può avere un sopracciglio sollevato. Può farci domande come “Davvero?” o comunque chiedere continuamente conferma riguardo a quello che gli stiamo dicendo. Uno splendido esempio di faccia scettica che si trova spesso su internet è quello del bambino africano che guarda di traverso Angelina Jolie…Infatti è stato chiamato “Skeptical Third World Kid”, ovvero “bambino scettico del terzo mondo”! Eccola:

 

La scritta dice “Quindi mi stai dicendo che la gente dice “non c’è niente da mangiare” anche quando ha del cibo nel frigo? Riferendosi al fatto che spesso noi privilegiato abitanti del primo mondo ci lamentiamo di cose che per le persone del terzo mondo sono utopie!

Imbarazzo

Si è imbarazzati quando si assiste a qualcosa che ci mette a disagio (ad esempio le effusioni di due innamorati) o quando ci vengono dette parole che ci fanno sentire giudicati, anche se non necessariamente in modo negativo. Pensiamo infatti a una persona che ci piace ma con cui non abbiamo una relazione sentimentale che ci dice quanto siamo belli/e! La persona imbarazzata di solito evita lo sguardo dell’interlocutore, spesso abbassando il proprio, può ridacchiare e coprirsi la bocca con la mano, come fanno le persone delle foto sopra. Il ragazzo in bianco e nero non usa le mani ma guarda di lato e tenta di dissimulare un sorriso. Gesti d’imbarazzo possono anche denotare che la persona in questione è modesta: se ad esempio viene lodata per qualcosa che ha fatto, invece di dimostrare che si aspettava i complimenti, resta come stupita, come a dire “chi, io?”.


Quando qualcuno dice all’interlocutore “Così mi metti in imbarazzo” lo fa per fargli capire, ad esempio, che sta ricevendo qualcosa che assolutamente non si aspettava, e che non sapendo come ricambiare si trova in difficoltà.

Delusione

Questa ragazza è Mckayla Maroney, un’atleta olimpica. Si aspettava di vincere l’oro, anzi ne era sicura….E Invece ha conquistato “solo” una medaglia d’argento. Questa foto ha fatto il giro del mondo, perchè esprime al meglio la delusione di una persona. Sguardo fisso, bocca corrucciata e storta, un velo di tristezza. Si è delusi quando si ottiene un risultato molto inferiore (o anche solo di poco, dipende dalle effettive aspettative) di quello che ci si aspetta. Può essere un voto basso, un risultato scadente a una gara sia nostra che altrui. Gli europei di calcio del 2012 ne sono un esempio: alzi la mano quel tifoso della Nazionale che non si è sentito deluso dalla sonora batosta inflittaci dalla Spagna! La delusione può essere anche amorosa: la persona che ci piace non accetta le nostre attenzioni oppure, ancora peggio, ci lascia. Ci restiamo molto male: siamo delusi.

La persona delusa, come abbiamo visto, serra o increspa le labbra, guarda di lato o in basso e può gemere o sospirare. Il tono di voce è basso e la persona può piangere.

Rassegnazione

Si è rassegnati quando ci si decide ad accettare, nostro malgrado, qualcosa che proprio non ci piace. La rassegnazione è una forma di delusione mista ad accettazione, senza però accezioni positive. Si accetta una certa situazione perchè non si può fare altrimenti. Pensate ad esempio a quando si viene bocciati a un esame (a scuola, all’università, per la patente,ecc.). Si è molto tristi, delusi, magari anche arrabbiati all’inizio. Poi ci rassegnamo, accettiamo qualcosa che, almeno in quel momento, non possiamo cambiare. Essendo un’emozione mista, non è facile da distinguere. Le facce delle persone qui sopra in comune hanno le labbra pressate tra loro, contratte e rivolte verso il basso, lo sguardo sfuggente e altrettanto abbassato. Una persona rassegnata può dire cose come “E va bene” “Se proprio deve essere così…” con voce bassa, spesso sospirando. Gesti comuni sono anche scuotere la testa e alzare le spalle, come fa Zeman nel video sottostante, riconoscendo una netta superiorità alla squadra avversaria. La voce è bassa e monotona, e tiene le braccia conserte davanti a sè come a proteggersi, evitando di manifestare sentimenti profondi.

Incredulità

Come dice la parola stessa, la persona incredula è qualcuno che non crede ai propri occhi. Vede qualcosa che la sorprende (infatti ci sono caratteristiche in comune con la sorpresa), ma non riesce a crederci! Immaginate ad esempio di trovarvi davanti un T-Rex in carne e ossa…Probabilmente sulla vostra faccia si dipingerebbe la stessa espressione delle persone ritratte qui sopra: bocca aperta, occhi sgranati e parole come “Pazzesco!” “Incredibile!” “Non è possibile/non ci credo!”. Ora, è vero che i T-Rex sono estinti, ma ci sono dei parchi a tema (ad esempio questo) dove sono ricostruiti alla perfezione, quindi non è così improbabile incontrarne uno! Ovviamente è solo un esempio, ma è per spiegare che a volte nella vita ci troviamo davanti cose che non riteniamo possibili, e la nostra faccia esrpime quello che proviamo.

Guardiamo ora un viedo molto famoso: la dilettante Susan Boyle, fino a quel momento totalmente sconosciuta, esordisce a Britain’s Got Talent. E’ una signora di una certa età, dall’aspetto abbastanza insignificante, e nessuno crede a quello che dice quando parla (al solito, anche se è in inglese, a noi interessano le espressioni delle persone). Ma quando inizia a cantare lascia tutti stupefatti: osservate le facce dei membri della giuria, specialmente la donna…La pura espressione dell’incredulità!